Gli impianti sono utility-scale di grande dimensione, costruiti e connessi alla rete, con importanti contratti di lungo termine di vendita dell’energia Londra | Lussemburgo | Milano, 26 marzo 2026 – EOS Investment Management Group, EOS IM, asset manager indipendente tra gli attori di riferimento nell’ambito degli investimenti sostenibili e nella transizione energetica, e Capital Dynamics, asset manager globale indipendente e player di riferimento negli investimenti in energie rinnovabili, annunciano il completamento della cessione di un portafoglio di impianti fotovoltaici utility-scale in Italia, detenuto tramite la joint venture EOS IM Capital Dynamics Green Energy S.à r.l. Il portafoglio oggetto dell’operazione comprende sei impianti fotovoltaici nel Lazio, per una capacità complessiva di circa 194 MWp, di cui cinque già in esercizio e uno in fase di connessione, e costituisce una piattaforma solare di primaria rilevanza nel mercato italiano. Il portafoglio contribuisce in modo diretto alla produzione di energia rinnovabile, sostenendo la transizione energetica e la riduzione delle emissioni di CO₂. L’operazione si inserisce nella strategia attiva di gestione del portafoglio della piattaforma di EOS IM dedicata al Clean Energy e strategia Infrastrutture di Capital Dynamics, ed è finalizzata a cogliere condizioni di mercato favorevoli per la realizzazione di valore, ottimizzando i ritorni per gli investitori. Per EOS IM, la cessione riflette l’approccio industriale del Gruppo, focalizzato sullo sviluppo e sulla valorizzazione di asset infrastrutturali nell’economia reale e nella transizione e sicurezza energetica. Per Capital Dynamics, conferma l’efficacia della propria strategia integrata di investimento in energia rinnovabile in Europa, che accompagna gli asset dallo stato autorizzativo fino alla piena operatività e alla valorizzazione. Il processo competitivo ha coinvolto un ampio numero di investitori internazionali, confermando il forte interesse per asset rinnovabili di scala industriale in Italia, e si è concluso con l’acquisizione da parte di Sonnedix, società globale attiva nel settore delle energie rinnovabili, con una capacità complessiva di 12GW. “Questa operazione rappresenta un passaggio chiave nella strategia di valorizzazione del portafoglio del Fondo e dimostra la nostra capacità di intervenire in tutto il ciclo del valore, dallo sviluppo alla costruzione e operatività. Abbiamo costruito una piattaforma solare solida in pochi anni e oggi siamo in grado di valorizzarla a condizioni particolarmente favorevoli, generando ritorni attrattivi per i nostri investitori e contribuendo al contempo alla crescita sostenibile del sistema energetico.”, ha commentato Natalino Mongillo, Managing Partner e Founder di EOS IM.  “Questa cessione rappresenta un risultato positivo per i nostri investitori, nonché una conferma concreta della nostra strategia d’investimento a valore aggiunto in Europa”, ha dichiarato Lupo Leonardi, Principal, Clean Energy di Capital Dynamics. “L’Italia continua a essere uno dei mercati più dinamici in Europa per gli investimenti in nuova capacità di energia rinnovabile. Continueremo a investire nel Paese con l’obiettivo di generare rendimenti interessanti per i nostri investitori, contribuendo alla sicurezza energetica e alla transizione verso un sistema più sostenibile.” ha continuato Dario Bertagna, Senior Managing Director e Co-Head Clean Energy di Capital Dynamics.

Extraprofitti fotovoltaici: GSE chiede i pagamenti senza attendere il giudizio della Corte UE

Last Updated: Febbraio 27, 2025By

Il GSE ha inviato ai proprietari di impianti fotovoltaici in Conto Energia con potenza superiore a 20 kWp le fatture relative agli “extraprofitti”. Una decisione che ha colto di sorpresa moltissimi operatori, considerando che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea non si è ancora pronunciata su tale tema.

Monza, 27 febbraio 2025 –Nei giorni scorsi, il GSE ha inviato ai proprietari di impianti fotovoltaici in Conto Energia con potenza superiore a 20 kWp le fatture relative agli “extraprofitti”, in applicazione dell’art. 15-bis del DL 4/2022. Una decisione che ha colto di sorpresa moltissimi operatori, considerando che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea non si è ancora pronunciata su tale tema.

“ITALIA SOLARE ritiene questa scelta del tutto inappropriata. Il GSE avrebbe dovuto quantomeno attendere il pronunciamento della Corte UE, che potrebbe rimettere in discussione il criterio di adeguatezza della tariffa base oltre la quale si richiede la restituzione dei ricavi”, ha detto Paolo Rocco Viscontini, Presidente di ITALIA SOLARE.

Infatti, nella sua memoria, l’Avvocato Generale della Corte UE ha sottolineato che la tariffa dovrebbe garantire il mantenimento dei segnali di investimento e, insieme agli incentivi, la copertura dei costi di realizzazione e gestione degli impianti. Tuttavia, i valori stabiliti nel DL 4/2022 (tra 56 e 61 €/MWh a seconda della zona di mercato, 75 €/MWh in Sicilia) sono ben al di sotto del limite di 180 €/MWh indicato dalla Commissione Europea per le misure di contenimento del caro energia.

Una diffida con soli 7 giorni per pagare

Ulteriore motivo di sconcerto è la modalità con cui è stato richiesto il pagamento: una diffida con un termine perentorio di soli 7 giorni. Un’imposizione che mette in difficoltà migliaia di proprietari di impianti, compresi enti locali, che rischiano di trovarsi privati delle risorse necessarie per il regolare pagamento delle rate dei finanziamenti.

Gli impianti in questione, realizzati tra il 2006 e il 2013, sono stati finanziati con investimenti per milioni di euro per MWp, basati su business plan che consideravano tariffe di cessione alla rete tra 100 e 120 €/MWh. Dal 2014 al 2020, i prezzi dell’energia sono stati spesso inferiori ai 60 €/MWh, con punte di 20-30 €/MWh nel 2020 a causa della pandemia, mettendo a rischio la sostenibilità finanziaria di molti impianti e limitando la possibilità di effettuare interventi di revamping e manutenzione.

L’aumento dei prezzi dell’energia nel 2022 aveva permesso di recuperare liquidità e investire nella riqualificazione degli impianti, ma il DL 4/2022 ha poi imposto una soglia tariffaria troppo bassa per trattenere i ricavi eccedenti, in un contesto in cui gli stessi impianti avevano già subito riduzioni tariffarie con il provvedimento dello Spalmaincentivi.

Un ricorso giudiziario in corso

Molti produttori hanno scelto di pagare confidando in una futura restituzione, ma molti altri hanno avviato ricorsi. ITALIA SOLARE ha sostenuto quasi 500 produttori nel ricorso al T.A.R. Lombardia, che con la sentenza n. 357/2023 ha dato loro ragione, una decisione ora appellata al Consiglio di Stato. Anche il T.A.R. ha sottolineato che la questione è subordinata al giudizio della Corte Europea, che potrebbe ridefinire i parametri della tariffa soglia.

Inoltre, gli importi richiesti dal GSE potrebbero essere errati, non tenendo conto di costi operativi e oneri come gli oneri di sbilanciamento, né degli importi già versati.

Con la diffida di pagamento si acuisce il nervosismo di molti operatorio che risultano così più propensi a far partire una nuova ondata di ricorsi, con un impatto inevitabile sullo Stato che rischia di non riuscire a recuperare i fondi previsti dal prelievo extraprofitti.

Incontro con il GSE: possibile dilazione, ma restano le criticità

Lunedì l’associazione ha incontrato i vertici del GSE, ai quali ha chiesto di valutare una dilazione dei pagamenti e concedere più tempo a chi non ha ancora compilato il questionario sulla modalità di cessione dell’energia. L’obiettivo è di riuscire ad arrivare ad aprile, momento in cui è prevista la sentenza della Corte Europea.

“ITALIA SOLARE ribadisce la necessità di attendere il giudizio della Corte Europea e, meglio ancora, quello del Consiglio di Stato – conclude Viscontini –. Ma soprattutto serve una revisione della soglia tariffaria, che è oggettivamente troppo bassa e penalizza eccessivamente chi ha investito negli impianti”.

Richiesta al MEF e al MASE di una revisione della tariffa-soglia e di dilazioni nei pagamenti

ITALIA SOLARE ha trasmesso al MEF e al MASE una comunicazione in cui chiede di trovare urgentemente soluzioni per limitare, ridurre e dilazionare i pagamenti, per evitare un impatto finanziario ingiusto e pesante per molti operatori del settore, ma soprattutto ha ribadito la necessità di rivedere al rialzo la tariffa-soglia oltre cui occorre restituire i relativi ricavi.

Già ci troviamo di fronte a un nuovo provvedimento retroattivo, dopo il Decreto Spalmaincentivi. Se non si attenuano i danni di questo prelievo, il risultato non potrà che essere un ulteriore impatto negativo sulla fiducia di chi intende investire nel fotovoltaico, sia esso un soggetto industriale o finanziario. Nella migliore delle ipotesi gli investitori alzeranno il rendimento target minimo, visto l’ormai consolidato ed elevato “rischio paese”. In pratica, le tariffe offerte nelle aste dell’imminente Decreto Fer X rischiano di posizionarsi su livelli elevati, con costi per la collettività ben superiori alla raccolta di soldi dagli extraprofitti che ora il governo pensa di ottenere.

ITALIA SOLARE continuerà a sostenere i produttori e a promuovere azioni legali affinché venga garantita la sostenibilità economica degli impianti fotovoltaici, senza ingiustificate penalizzazioni retroattive.

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