Burocrazia, 80 miliardi di euro l’anno: parte la raccolta delle proposte delle imprese

Burocrazia, 80 miliardi di euro l’anno: parte la raccolta delle proposte delle imprese

Last Updated: Agosto 3, 2026By

80 miliardi di euro l’anno: tanto costa la burocrazia al sistema economico italiano. Open4Business raccoglie dalle imprese gli ostacoli da eliminare per trasformarli in proposte concrete.

Con il rilancio della campagna Open4Business nasce una media partnership con StartupItalia per raccogliere le istanze delle imprese e portarle al legislatore. 

Un’azienda che opera esclusivamente online, costretta a mantenere un ufficio fisico che non utilizza. Registri cartacei da conservare nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Procedure autorizzative che richiedono mesi e obblighi amministrativi progettati per un’economia che non esiste più.

Sono alcuni esempi delle situazioni con cui ogni giorno si confrontano imprese e professionisti italiani. Singoli adempimenti che, presi uno alla volta, possono sembrare marginali, ma che nel loro insieme contribuiscono a rendere più lento, costoso e rischioso fare impresa in Italia.

La burocrazia costa al sistema economico italiano circa 80 miliardi di euro ogni anno. Ma una parte di questo costo potrebbe essere ridotta senza nuove risorse e senza nuovi incentivi: semplicemente eliminando o semplificando regole e procedure ormai superate dal tempo, dai bisogni e spesso dal mercato.

È da questa convinzione che riparte Open4Business, la campagna di semplificazione normativa lanciata nel maggio 2025 da Future Proof Society dedicata alla semplificazione normativa e burocratica per le imprese, che ha già totalizzato centinaia di migliaia di visualizzazioni e che oggi entra in una nuova fase grazie alla partnership con StartupItalia. Con l’occasione prende il via la rubrica Licenza di Innovare, che attraverso interviste ai founder darà voce a casi reali di ostacoli normativi. Il titolo è un omaggio a Licence to Kill, ma qui la licenza cambia significato: non autorizza a infrangere le regole, bensì a renderle all’altezza del futuro.

L’obiettivo della campagna è semplice: estendere la raccolta di norme, procedure e obblighi che ostacolano concretamente l’attività delle imprese e trasformare queste segnalazioni in proposte di semplificazione da sottoporre al legislatore.

Dalla denuncia delle inefficienze alle proposte concrete

Startup, PMI, professionisti e partite IVA potranno sottoporre i casi concreti attraverso la compilazione del form divulgato tramite i canali editoriali, la community e gli eventi di StartupItalia. La raccolta si concentrerà in particolare su tre aree:

  • norme obsolete, nate per un contesto economico e tecnologico ormai superato;
  • procedure e adempimenti sproporzionati, che assorbono tempo e risorse senza produrre un beneficio equivalente;
  • frammentazione e sovrapposizione normativa, che rendono difficile per le imprese orientarsi tra livelli locali, nazionali ed europei.

Il problema, infatti, non riguarda soltanto le startup. La complessità normativa incide sulla capacità di crescita dell’intero sistema produttivo: tempo e risorse spesi per interpretare e adempiere a regole obsolete sono tempo e risorse sottratti all’innovazione, agli investimenti e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

«La burocrazia che, secondo le cifre spesso riportate dal Ministro per la Semplificazione, Elisabetta Casellati, costa 80 miliardi di euro ogni anno ha tante facce. C’è quella del groviglio di certificazioni e uffici, ma anche quella di norme che forse erano utili e di buon senso quando sono state pensate, in un mondo predigitale», ha affermato Alessandro Tommasi, Fondatore e CEO di Future Proof Society. «Abbiamo ascoltato storie di aziende che operano solo online ma sono costrette ad avere in affitto uffici perennemente chiusi solo perché previsto da norme di 30 anni fa, così come obblighi di utilizzo e conservazione di registri cartacei nell’epoca dell’AI. Open4Business nasce per portare queste situazioni fuori dalle singole aziende e trasformarle in un’agenda concreta di semplificazione».

StartupItalia: “Il tempo sottratto alla burocrazia è potenziale d’impresa”

Per StartupItalia, la collaborazione rappresenta un’evoluzione naturale del ruolo svolto negli ultimi dieci anni al fianco dell’ecosistema dell’innovazione.

«Dallo Startup Act ad oggi, StartupItalia non si è mai limitata a raccontare l’innovazione: l’ha accompagnata, stimolata e abilitata ogni singolo giorno, facendosi cassa di risonanza delle istanze di un intero ecosistema», ha dichiarato Chiara Trombetta Direttrice Media e Eventi StartupItalia. «Dal nostro osservatorio registriamo un Paradosso d’Ambizione: la distanza più grande che un founder deve colmare non è quella tra il concetto e l’idea, ma il baratro che separa l’idea dalla sua reale execution. Oggi il tempo speso dai talenti per decifrare lacci burocratici o adempiere a vincoli anacronistici è potenziale d’impresa sottratto al Paese. Per questo abbiamo scelto di avviare questa media partnership con Open4Business mettendo a disposizione la forza dei nostri media e della nostra community.

La prossima tappa: dalle segnalazioni al confronto con le istituzioni

La campagna ha già raccolto decine di esempi di norme e procedure considerate superate rispetto all’evoluzione tecnologica, economica e organizzativa delle imprese. Con il rilancio di Open4Business, la raccolta si apre ora a un numero più ampio di realtà dell’ecosistema.

Le testimonianze e le proposte raccolte saranno al centro di un primo appuntamento pubblico previsto a settembre. Il percorso proseguirà quindi fino a SIOS Winter che si terrà il 16 dicembre a Milano, dove è previsto un momento di confronto istituzionale dedicato alla semplificazione.

L’obiettivo è costruire, a partire dai problemi concreti segnalati da chi fa impresa, un’agenda di interventi realizzabili senza nuovi costi per lo Stato: eliminare ciò che non serve più, ridurre gli adempimenti ridondanti e rendere più semplice ciò che oggi è inutilmente complesso.

Perché, in un Paese che vuole attrarre investimenti e competere nell’economia dell’innovazione, la semplificazione potrebbe essere uno dei pochi strumenti di politica industriale a costo zero.

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